is someone visiting me?

domenica 24 aprile 2011

resoconti.

Approfittarne per Pasqua per fare un resoconto su di me.
Sì, penso sia stata una buona idea.
Non ho un colore preferito. Non ne ho mai avuto uno, e questa cosa in infanzia mi ha creato numerosi problemi, sembra una cretinata, ma a me ha sempre stupito.
Non ho un posto carino dove nascondermi, o meglio non ho mai trovato un posto carino dove nascondermi. Ho sempre trovato qualcuno da qualche parte che in una maniera o nell'altra mi innervosisse. Credo che l'unico posto dove poter stare solo con me stesso sia un' isola sperduta dell' Honduras.
Ho sempre giornate piene di cose da fare, e per questo ho amici che si contano sulle dita di una sola mano e vanno benissimo così, non parliamo della vita sentimentale. A causa dei miei impegni ho perso spesso così tante opportunità, che mi chiedo se avessi fatto lo shampista a quest'ora quanti mariti avrei avuto. Ma va bene così.
Ho seri problemi con la musica, ascolto di tutto e mi arrabbio perchè questo tutto non ascolta mai me.
Non so se mi piaccia l'amore, mi spaventa molto, è una strana cosa che mi ha fatto sempre dare, dare, dare, e ricevere ben poco. 

Almeno per la maggior parte delle volte.
Vorrei avere milioni per il gusto di averli, per spendere a caso quattrini in cose che desidero, senza dovermi preoccupare per ogni euro speso. 
Vorrei vivere in città. La vita di provincia, in questi malinconici paesini che costeggiano la Milano che tanto amo, è diventata opprimente. E' come una scatola che mi contiene da quando sono nato: più cresco, più mi sta stretta.
Voglio girar poco e veder tutto. Voglio girar molto e veder poco.
Vorrei saper parlare sempre meglio, poter affrontare i più disparati discorsi, imparare tutto da tutti.

Vorrei anche fregarmene di tutti, ma non ci riesco mai.
Vorrei anche che avessero la vita eterna i cani, le nonne che cucinano da dio, le mamme belle dentro e fuori, come la mia.
Avrò una decina persone che mi fanno sorridere, e spesso il mio sorriso è forzato.
Sì dimezzano se si tratta di ridere. Ridere veramente.

Non voglio paranoie, ma serenità. Questa è, però, una cosa che desiderano tutti.
Voglio pranzare con latte e cereali forse, oggi. Ma essendo pasqua, verrò riempito all' ingrasso come i bovini al macello.

Mi piace parlare e spesso ma alla gente non rispondo perchè non ne ho voglia, perchè ho da fare, perchè avrei da pregare che in testa le cascasse un vaso, perchè vogliono sapere troppo.
Non mi piace stare al centro dell'attenzione. E' un paradosso, lo so. Un'artista vive di questo. Ma se non si tratta di stare sul palcoscenico, non mi sento in dovere di farmi vedere. Il silenzio è una fantastica opportunità per studiare chi mi circonda.

Mi annoiano troppe cose e mille persone, scrivo solo perchè non ho niente da fare oggi pomeriggio.
Sono una persona, come tante. Ho un bel carattere, così dicono. 
e questo non è vero. Vorrei cambiare mille e più volte il mio carattere, indossarlo come fosse un abito e decidere poi quale mi piace di più.
Ho i miei modi, la mia vita, il mio sonno, le mie voglie, le mie cicatrici, i miei occhi e non quelli altrui, per questo io mi vedo in un modo e di come mi vedono gli altri non me ne frega proprio niente.
Non è vero.
Il parere altrui mi distrugge, sono un eterno indeciso e insicuro.

Voglio la pizza con i wurstel e le patatine adesso, voglio anche svegliare mio mia madre e mettermi a parlare ore con ler perchè così avrei il primo sorriso di stamattina, vorrei che mia madre tornasse a sorridere sinceramente. Vorrei che tutti noi tornassimo a sorridere sinceramente. Vorrei avere meno paura di perdere gente importante e esser sicuro di non essere inferiore a nessuno. Vorrei non aver mai da sentirmi in debito con nessuno.
Vorrei avere una vita un po' più così, e un po meno così.
Vorrei tornare a sorridere, sinceramente.
Già detto?
Beh repetita iuvant.

Nessun commento:

Posta un commento