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venerdì 4 marzo 2011

L'epopea dell'inizio della fine che comporta un nuovo inizio.

Nel mattino grigio come il mio umore, a un tratto, col fragor d'arduo dirupo
che frana, il professore rimbombò di schianto: "Oggi interrogo."



E come no.


Ormai siamo alla fine, e i docenti, paurosi di una nostra possibile brutta figura alla maturità [esame ritenuto indispensabile alla nostra sopravvivenza nel mondo civile, seiner meinung nach], ci caricano di cose da fare come se stessimo studiando per l' ammissione all'accdemia della Crusca.
 

Non capendo che il nostro è un indirizzo polivalente non si rendono conto che noi non possiamo dare un peso maggiore a una materia piuttosto che a un'altra, dal momento che sulle 12 che abbiamo l'unica che non è una materia d'indirizzo è educazione fisica. 


Ne consegue un nostro sempre maggiore abbiosciamento fisico e psicologico, che ci rende aberranti e consapevoli della nostra pantagruelica oscenità, il che ci tortura cerebralmente e ci avvilisce ancora di più in un circolo vizioso che ci porterà all'essere scambiati con qualche stallatico da utilizzare nei campi, o a uno di quei mostricini apotropaici siciliani [in versione maxi, però.]


Non solum, sed etiam, 


Sono indietro con il progamma, e spiegano milioni di argomenti a lezione; nel momento in cui, però, noi diciamo che non abbiamo tempo di studiare loro ci rispondono con un "Dovevi studiare volta per volta."
Ma abbevillano che non sei altro, se tu spieghi 9 autori dell'avanguardia artistica in una lezione dei quali 8 non hai nemmeno citato, e la volta dopo ci interroghi. Mi spieghi dal punto di vista gestionale dove lo collochi il "Volta per volta?"



Il labore dell'esame più colpisce loro, più ricade su di noi, tra l'altro.
In classe infatti c'è stata una scissione in stile Impero Romano alla morte di Teodosio nel 395 d.C.

I barbari professori hanno saccheggiato la nostra mente, e il nostro cuore, e ciò che ci rimane è la milza che secerne astio e odio verso il prossimo.
Altro che destra o sinistra.
Altro che moderati o radicali.

Qui siamo ai livelli de "De Bello Gallico", o per essere più trash, di Uomini e Donne. 


{Mi reputo fortunato tra l'altro a sedere di fianco all'aggressiva della classe, che così, ahimè, si sfoga saltandomi alla giugulare se le chiedo il temperino. Povera creatura.}





Le uniche che hanno capito che per evitare una nostra insurrezione la sola via è quella della demagogia sono le professoresse di giapponese e tedesco.
Semper sancte.






MA CAZZO, SONO ESTERNE. 


 



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