Con il senno di poi si può capire una pletorica quantità di cose che prima, con lo sguardo offuscato ed il cervello obnubilato da arcobaleni, stelline e glucosio, non riuscivamo nemmeno a immaginare.
Ad esempio che "de gustibus non disputandum est", è vero.
Ma diamine c'è sempre limite al non disputandum.
O peggio ancora che quello che dicono i bimbiminchia: "6 quello ke 6 e nn cè nnt di meglio al mondo", in fondo in fondo, non è un ragionamento così sbagliato.
Anzi, è qualcosa di perfettamente sensato.
Per quanto riguarda la ciceronica affermazione, sono solo dell'idea che quando metà universo ti viene a dire che qualcosa, e soprattutto qualcuno sia inguardabilmente aberrante, è inutile convincersi che sia carino.
Piuttosto diciamo che lo troviamo, che ne so, convincente.
Quindi quando dite che qualcuno è bello, anche se è un ritratto di Kandinsky che cammina, siate obiettivi e dite che porta il suo fascino, senza portare avanti la causa del Non Disputandum.
Disputandum eccome, e a volte si può anche elidere la radice "Di".
Per quanto riguarda la seconda linea di pensiero, ah, c'è da scrivere un trattato.
Sono innanzitutto dell'idea che quando ti spingi contro i tuoi canoni estetici e credi che una qualunque cosa ti possa piacere, stai solamente imponendo al tuo cervello di remare controcorrente perchè, per un motivo o per l'altro ti senti in vena di cambiamenti.Senti che cambiando qualcosa di esteticamente visibile, può cambiare anche il tuo destino.
Putroppo, successivamente, ti rendi conto che non è Final Fantasy e se, dopo esserti vestito sempre di nero, ti compri un maglione arancione l'unico risultato che hai ottenuto è solo un look imbarazzante e contro la tua natura.
Non credete, la stessa cosa vale per gli affetti ; non è stando con il Nerd o l'ultimo che sceglieremmo sulla terra, che le sorti della nostra vita cambieranno.
E a questo punto, dopo esserci dilungati in digressioni poco utili e soprattutto poco condivise, posso arrivare al cuore del discorso.
Queste due affermazioni mi servivano per fare capire alla ristretta cerchia di persone che leggono il mio blog, che andare contro se stessi non serve a nulla, essere quello che si è, è veramente essere il meglio.
Ognuno di noi ha mille vite parallele, un po' siamo traviati dalla televisione che ci impone canoni di vita lontani dal nostro essere realmente, un po' ci lasciamo condizionare dagli altri e un po' cerchiamo di evitare situazioni spiacevoli accaduteci in precedenza.
Quindi se siamo persone buone e disponibili, che vengono "sfruttate" dagli altri, automaticamente giochiamo a fare gli insensibili che odiano il mondo e trattano tutti in maniera spregevole.
Se amavamo follemente e credevamo nell'amore in maniera Leopardiana, come unica fuga da una vita di stenti e sofferenze e successivamente abbiamo sofferto per aver amato troppo, ci rinchiudiamo in noi stessi, rinnegando tutto ciò che abbiamo fatto e andando a vivere su una roccia come eremiti davanti a un laconico panorama thailandese.
Se volevamo diventare dei grandi artisti e una sola persona ci viene a dire che le nostre perfomance/creazioni non soddisfano le aspettative, andiamo a lavorare in miniera, sperando che ci cada un masso addosso perchè la nostra vita è finita, lo stesso giorno in cui uno sconosciuto ha deciso di romperci le uova nel paniere.
Insomma, di esempi da fare ne avrei a bizzeffe, vorrei solo concludere dicendo che andare contro noi stessi, non è altro che controproducente, si pensa di star meglio; ma più si prosegue, più si sta male.
La vita, è vero, è un continuo cambiare e rinnovarsi, ma non è un cambiare radicalmente, perché ciò che siamo, il carattere che ci siamo costruiti non possiamo modificarlo, non possiamo indossare maschere differenti in base a fattori di convenienza, non possiamo smontare le fondamenta del nostro essere come se fossero mattoncini Lego.
Dobbiamo essere quello che siamo, e prendere la vita con più leggerezza, senza pensare che ciò che ci viene detto o fatto da esterni sia colpa di nostre debolezze caratteriali.
Siamo quello che siamo.
Non c'è niente di meglio al mondo.
sono, come spesso accade, d'accordo con il tuo pensiero. trovo che imporsi di essere qualcosa che non siamo sia addirittura distruttivo. la difficoltà, perlomeno nel mio caso personalissimo, è accettare di essere quel che si è, accettare di non essere perfetti e di avere inevitabilmente dei limiti. con questo non voglio escludere a priori il fatto di potersi migliorare, quello si può sempre fare, diciamo che non si può aspirare di essere qualcosa di completamente opposto. comunque mi piace "leggerti", lo trovo stimolante! Erica
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